20 febbraio 2005

Addio alla Rugginosa

In un messaggio precedente avevo fatto un cenno alla Rugginosa, la fedele bicicletta che mi accompagna da anni, ogni giorno, da casa alla stazione di Lambrate. Si trattava di un ferrovecchio, acquistato da un mio dottorando barattandolo con tre batterie usate da telecamera.
Era un capolavoro di ingegneria, dotato di tutti i più moderni ritrovati, fra cui una scatola di plastica, ricordo di un congresso di più di vent'anni fa, che fungeva da portapacchi.
Per evitare che me la rubassero, la tenevo religiosamente sporca e arrugginita, e la legavo sempre con due catene, una davanti e una dietro.
E ora, come avrete intuito dal titolo, la Rugginosa non esiste più. L'avranno rubata, penserete voi... E invece no. Non me l'hanno rubata. E non sono stati dei vandali a distruggermela.
E' successo solamente che ero stanco di spendere, per fare i due chilometri scarsi del mio percorso milanese quotidiano, l'energia necessaria a mettere in orbita lo Sputnik. Allora ho portato la Rugginosa da un simpatico ciclista, che con modica spesa le ha sistemato tutti gli organi meccanici. E, già che c'era, la ha lustrata tutta! Adesso è bella, azzurra e scintillante. Basta appoggiare i piedi sui pedali e parte come un razzo. Ha perfino i freni, che prima erano solo un lontano ricordo.
Ma non è più la Rugginosa.

7 febbraio 2005

Un giorno triste

Oggi è un giorno triste. È morto Lazar Berman. Un grosso e schivo orso russo, capace di far traballare un pianoforte sotto le sue zampacce possenti, ma anche di accarezzarlo con una delicatezza che assai raramente mi è capitato di sentire. Mi aveva dato grandi emozioni, tanti anni fa, ai tempi dei concerti del Conservatorio. Ne ricordo uno in cui suonava un bis dopo l’altro, stravolto dalla stanchezza, ma incapace di negarsi ai nostri applausi. Grazie, caro Maestro.