4 ottobre 2005

Ancora Annalisa

Vi ricordate Annalisa, quella che era scappata col macchinista baffuto in un’altra novelletta?
Beh, stamattina era in vena di punzecchiare la gente che aspettava speranzosa l’arrivo dei treni. Ma un’annunciatrice della stazione non è che possa fare molto: gli annunci sono quelli che sono, e modificarli non si può. E allora?
Quando sono arrivato, trafelato più del solito perché a casa non riuscivo a trovare le chiavi, e col sedere bagnato perché la Rugginosa era rimasta sotto la pioggia fino a poco prima, Annalisa ha attaccato l’annuncio che mi interessa: “Treno interregionale ventunozerootto da Milano Centrale per Verona Porta Nuova...” e poi ha fatto una pausa.
A questo punto, ho pensato che il treno fosse in ritardo. Non ci sarebbe da stupirsi, visto che lo è quasi sempre, e soprattutto che lo è tanto di più quanto io mi sono scapicollato per arrivare in orario (conseguenza delle leggi di Murphy). Ho anche pensato che Annalisa, che ricorderete ha un animo gentile, non se la sentisse di annunciarlo, questo ritardo, per non rattristare i passeggeri. Avevo anche cominciato a snocciolare, nel profondo del mio cuore, la solita giaculatoria di maledizioni nei confronti di quei cialtroni che (non) fanno funzionare le ferrovie. Ma questa volta mi sbagliavo. Dopo una pausa lunghissima, Annalisa ha continuato: “... è in arrivo al binario sette”.
Oggi è una bella giornata. C’è il sole.

1 Commenti:

At 23 marzo 2008 23:47, Blogger Andrea Vargas ha detto...

Grande Riccardo! Mi piace molto questo racconto. Viva l'ottimismo.

 

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